Il materiale per la costruzione del nido

Questo articolo tratta “esclusivamente” della preparazione del materiale con cui i nostri Inseparabili preparano il nido all’interno della cassetta. In un altro momento scriverò un articolo circa la cassetta nido e la sua costruzione.

Nel nostro allevamento i nidi vengono costrutiti quasi nella totalità con rami di salice. Questa pianta ha infatti rami dal legno tenero, dalla grande flessibilità (veniva usato in viticoltura per legare i tralci delle viti) e “duttilità” (intendo dire che una volta schiacciati o spaccati tendono a dividersi in fibre lunghe anziché trucioli o pezzetti). Il salice è spontaneo in Italia, se ne trovano facilemente ai bordi delle strade e delle ferrovie, lungo i campi e lungo i fiumi. La miglior qualità di salice è il cosiddetto “salice giallo” [foto 1], che è riconoscibile per la corteccia gialla dei rami giovani: in inverno è impossibile non riconoscerlo!

Foto 1

Quando lo si raccoglie sarebbe bene prendere solo i rami di un anno, o in ogni caso non prendere rami di spessore superiore al centimetro, e più avanti spiegherò perché. Noi ne raccogliamo per comodità parecchi rami, che mettiamo poi in un catino con dell’acqua affinché si mantengano freschi per qualche settimana [Foto 2].

Foto 2

Ciascun ramo viene da noi ridotto in pezzi più corti prima di essere fornito alle coppie.

Prima spiegherò il procedimento di preparazione, dopodiché spiegherò il motivo di questa lavorazione e suggerirò altri possibili metodi di somministrazione del salice.

Ogni ramo viene pulito dalle foglie, e una volta spoglio ogni singolo ramo viene tagliato, in modo da avere solo rami senza biforcazioni [Foto 3].

Foto 3

A questo punto selezioniamo i rami il cui diametro non supera i 3-4 mm [foto 4] e li tagliamo in pezzi lunghi 10-15 cm circa [foto 5].

foto 4

foto 5

A questo punto rimangono i rami di diametro maggiore: con buona volontà li prendiamo e con un coltello affilato li dividiamo a metà in lunghezza [foto 6], poi dividiamo in due ciascuna delle due parti e così via fino ad arrivare ad avere degli “spicchi”di lato non superiore ai 3-4 mm [foto 7], che a loro volta accorceremo a 10-15 cm circa.

foto 6

foto 7

A questo punto abbiamo preparato il salice per i nostri Inseparabili: ne mettiamo un pugno sul fondo della gabbia e lo continuiamo a mettere quotidianamente fino al giorno della deposizione. È importantissimo, soprattutto per i Personatus, che ci sia del materiale sempre a disposizione fino al giorno della deposizione, perché negli anni ci siamo accorti i Personatus tendono a non deporre se il nido non è ben costruito (e chi lo stabilisce sono loro, non noi, perciò dobbiamo sottostare ai loro gusti architettonici!). Nella foto qui sotto un nido di Personatus dopo una settimana di costruzione: come si può vedere è già molto ben modellato ma siamo ancora lontani dalla fine dei lavori!

foto 8

I personatus hanno la tendenza a portare nella cassetta i rami integri, tenendoli nel becco, e a spezzarli e modellarli una volta all’interno (si può vedere anche nella foto sopra, dove si vedono i rami superiori interi e quelli più interni più rotti e modellati). È questo il motivo per cui forniamo loro dei rametti della lunghezza di 10-15 cm, che entrano abbastanza comodamente nella cassetta: può succedere altrimenti di trovarsi con cassette dal cui buco di ingresso spuntano i rami che la coppia non è riuscita a trasportare interamente nella cassetta [foto 9].

foto 9

Sempre per assecondare la tendenza dei Personatus a portare rami interi nella cassetta siamo soliti fornire loro i rami del diametro inferiore che disponiamo, altrimenti può succedere che la coppia non riesca a modellare bene il nido perché composto da rami troppo grossi.

Al contrario i Roseicollis distruggono con il becco i rami di salice, si infilano nelle piume del groppone le schegge così ottenute e volano nel nido a depositarle. Per questo motivo normalemente forniamo loro i rami della grossezza maggiore (riservando ai Personatus quelli sottili, come detto sopra), certi che verranno “tritati” del loro robusto becco.

A questo proposito bisogna dire che ai Roseicollis abbiamo anche provato a inserire nella gabbia rami interi, lunghi fino a 40-50 cm, che sono stati comunque ridotti in pezzi e portati nel nido senza problema.

Un altro suggerimento per chi alleva sia Roseicollis che Personatus è quello di recuperare i pezzi di ramo sminuzzati dai Roseicollis che cadono sul fondo della gabbia per darli ai Personatus che, come detto, gradiscono del materiale più sottile.

Oltre al salice ogni tanto forniamo anche della paglia (soprattutto ai Personatus): il suggerimento è quello di procurarsene un bel po’ come scorta di emergenza nel caso in cui non si avesse a disposizione del salice fresco.

Abbiamo anche provato ad utilizzare rametti e foglie di bambù: i rami, una volta secchi, diventano molto rigidi, anche quelli più sottili, e quindi non sono consigliabili, mentre le foglie sono state usate senza problema dai Personatus.

8 pensieri su “Il materiale per la costruzione del nido

    • Della paglia normalissima, non fieno. Quella che si usa nelle stalle o si trova nei campi avvolta in balle dopo la mietitura. La puoi trovare nei grossi negozi di animali, nei consorzi agrari, nei maneggi, forse nei garden center o vivai. Spero di essere stato utile!

    • Ciao, sì possono andare. Anche la paglia, rametti di ulivo o altri arbusti possono essere utilizzati. Evita piante velenose (come l’oleandro). Il salice è suggerito perché ha la corteccia morbida e riescono a sfilacciarli con il becco.

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